ANNO SCOLASTICO 2010/2011         CLASSI TERZE ELEMENTARI
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LIBERE RIFLESSIONI DI UN MAESTRO DI PERIFERIA

 

Perché questo sito?

 
 

Il personale della scuola sta quindi lavorando in modo irregolare, senza contratto, grazie alle inadempienze e agli abusi di un governo che non rispetta gli elementari diritti delle persone. E grazie anche alle dimenticanze e all'impotenza dei sindacati...

 

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Cara Italia... - una lettera del maestro Tix -  per il 17 marzo 2011
 

Ammetto la mia ignoranza... (riflessione del 27 febbraio 2011)

 

Non sapevo che esistesse un movimento politico che si chiama "cristiano riformisti".
Non sapevo che Silvio Berlusconi fosse un cristiano devoto (dopo averlo visto, solo pochi mesi fa, inchinarsi a baciare l'islamica mano del dittatore Gheddafi, sporca di petrolio e di sangue).
Non sapevo che fosse anche riformista (pensavo che fosse solo un opportunista).
Non sapevo che fosse uno che crede nella famiglia tradizionale e che la difende a spada tratta (soprattutto dagli assalti delle minorenni scapestrate e assatanate).
Non sapevo che i cristiani quando si salutano si augurano "buon bunga bunga" come lui ha fatto ieri al congresso dei "cristiano riformisti".
Non sapevo che Silvio Berlusconi conoscesse personalmente tutti gli insegnanti d'Italia e che, quindi, li potesse giudicare in blocco.
Non sapevo che avesse competenze per parlare di scuola (pensavo che si intendesse solo di calcio miliardario, di pubblicità televisiva, di ville e di falsi in bilancio).
Non sapevo che gli "insegnanti inculcano valori diversi da quelli delle famiglie, che c'è bisogno di educare liberamente i propri figli e quindi di non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato".
Non sapevo che le scuole di Stato e gli insegnanti statali potessero essere pubblicamente e impunemente disprezzati da chi rappresenta lo Stato...
Non sapevo tutto questo... Ammetto pubblicamente la mia ignoranza!

Una sola cosa sapevo: che entro 24 ore avrebbe smentito se stesso e le parole pronunciate davanti alle TV, come fa schizofrenicamente da oltre 20 anni. E così ha fatto anche oggi.

Qualcuno dice che quell'uomo sia solo un buffone.
Ma io non ci posso credere, perché i buffoni fanno ridere...

Qualcuno dice che quell'uomo sia il presidente del consiglio.
Ma io non ci posso credere, perché i presidenti del consiglio (normali) non fanno i buffoni!

Comunque domani entrerò nella mia scuola (statale e pubblica) più contento del solito perché, guardando il calendario, so che è Carnevale e, a Carnevale, ciascuno può fare il buffone!
Ma poi, come ogni buon cristiano sa, ogni Carnevale finisce e ci restano solo le ceneri...

 
 

Senso di impotenza (riflessione del 18 novembre 2010)

 

Vi propongo la lettura di 2 articoli che presentano alcune problematiche legate a disturbi mentali e comportamentali che possono affliggere i bambini in età scolare.
Problematiche che la scuola, in generale, e gli insegnanti, in particolare, non possono affrontare adeguatamente, per mancanza di strumenti operativi e di competenze specifiche, se non c'è la collaborazione dei genitori e la presa di coscienza che taluni gravi comportamenti non sono passeggeri ("è un bambino, crescerà!") o determinati dal carattere ("è solo un po' vivace, per questo fatica a rispettare le regole!"), ma sono la spia di un malessere oggettivo che andrebbe affrontato attraverso l'intervento di specialisti e di lunghi trattamenti psicoterapeutici.

Se io suggerisco ad un genitore una visita dall'oculista, solitamente vengo ringraziato per aver segnalato una sospetta difficoltà visiva, e il bambino, entro breve tempo, viene portato dallo specialista per essere controllato.
Ma se io accenno a difficoltà mentali, comportamentali o psicologiche che mi pare di aver notato in un alunno, facilmente vengo accusato di essere incompetente e superficiale, di voler quasi offendere il bambino e la sua famiglia; posso essere addirittura ritenuto io la causa di tutto, per la mia incapacità di affrontare il "carattere" di quell'alunno e di instaurare con lui un rapporto di fiducia. Si incrina così anche il rapporto mio con quei genitori. E il problema resta, non viene affrontato: perché spetta ai genitori decidere di portare il loro figlio da uno psicologo. Il fatto è - come viene spiegato bene in uno dei due articoli - che è proprio la famiglia, in molti di questi casi, ad aver generato i problemi, ad aggravarli e a non volerli vedere (per incapacità oggettiva: culturale e affettiva).

Quindi la scuola e gli insegnanti, in questi casi, hanno le mani legate.
E il problema resta, si trascina negli anni, degenera, a volte fino ad effetti e conclusioni drammatiche per chi ne soffre e per chi ne è vittima. Fatti quotidianamente presenti nei TG nazionali.

Il senso di impotenza nasce dal dover riconoscere che in troppi casi, come insegnanti, non si riesce proprio ad essere ascoltati: eppure lo si fa solo per il bene di quell'alunno che sta vivendo male la sua infanzia, sta soffrendo e fa soffrire anche altri.
Mentre invece potrebbe essere felice ed avere tanti amici.

Ecco i due articoli:

1 - Disturbi mentali e comportamentali nei bambini

2 - Disturbi del comportamento in classe


 

 

 

Buon Anno Scolastico (riflessione del 31 agosto 2010)

 

Una serie di decreti e di regolamenti (vedi qui) ha recentemente cambiato la scuola: di solito viene chiamata "riforma Gelmini", ma riforma è una parola grossa e impegnativa che, solitamente, indica un cambiamento migliorativo. In questo caso si tratta, invece, soprattutto di tagli agli organici (personale) e di tagli alle risorse ("euri", tanto per intenderci). Tant'è che qualcuno l'ha chiamata "riforma Tremonti"...
Naturalmente i tagli li vediamo solo noi che nella scuola ci lavoriamo, li vedono soprattutto i presidi e i segretari delle scuole quando fanno i bilanci; più di tutti li vedono i precari che protestano sui tetti, che fanno lo sciopero della fame e che non lavoreranno mai più nella scuola. La ministra, da parte sua, nega i tagli (anche di fronte all'evidenza) e diffida i presidi dall'andare in giro a dire che la situazione è preoccupante e che i bilanci sono in rosso (vedi qui).

E allora, quali auguri scambiarci all'inizio di questo anno scolastico 2010-2011?
Pochi ma significativi:

ci auguriamo che chi non è competente di scuola o di governo, se ne torni a casa al più presto e si metta a fare ciò che sa fare (qualcosa d'altro saprà pur fare...);

ci auguriamo che gli insegnanti sappiano resistere ancora un po' e che non perdano la voglia, lo spirito e la creatività indispensabili per entrare in classe ogni mattina a fare qualcosa di buono e di utile per i nostri bambini e i nostri ragazzi;

ci auguriamo che i genitori siano a fianco degli insegnanti per sostenere ciò che vale ancora nella scuola, per migliorare il migliorabile;

ci auguriamo che i nostri alunni vivano sereni e in modo proficuo i mesi di scuola e che, soprattutto, non si accorgano troppo che la scuola potrebbe essere migliore di come è stata ridotta in questi ultimi anni... altrimenti potrebbero rattristarsi anche loro.

Infine speriamo (e crediamo) che i soldi per la scuola si possano trovare facilmente, solo facendo scelte diverse (vedi qui).

A denti stretti, ma sinceramente: buon anno scolastico a tutti!


 

 

 

Prove Invalsi (riflessione del 16 agosto 2010)

 

615 pagine per spiegare gli aspetti organizzativi-operativi e per presentare i risultati delle prove Invalsi 2009-2010 relativi alle classi di un "campione" nazionale [vedi qui il documento]: la prolissità degli esperti ministeriali di statistica non è giustificabile se non dalla loro deformazione professionale e, soprattutto, dal lauto compenso che si presume abbiano incassato: dovevano dimostrare di aver lavorato molto...
Per dire che cosa?

... che le bambine sono più brave dei bambini in lingua italiana ma un po' meno brave in matematica... (dato sempre rilevato e, soprattutto, risaputo dagli insegnanti; del resto, si sa, i cervelli femminile e maschile hanno diverse abilità di base)

... che gli alunni di origine straniera presentano maggiori difficoltà in lingua italiana... (ohibò, ci voleva l'INVALSI per scoprirlo?)

... che in Italia ci sono regioni più ricche e più sviluppate per certi aspetti scolastici e sociali e che, quindi, i risultati conseguiti dagli alunni sono un po' migliori rispetto a quelli degli alunni delle regioni più povere e meno sviluppate... (praticamente la scoperta dell'acqua calda...)

Sostanzialmente è tutto qui ciò che si rileva da quelle pompose 615 pagine.
Non mi pare un grande risultato: né mi pare di poter vedere possibili soluzioni nell'immediato per migliorare i risaputi aspetti negativi che ogni insegnante rileva quotidianamente nella scuola e nelle proprie classi.
Dare più mezzi alle scuole?
Non se ne parla nemmeno, visto che da qualche anno si tagliano soltanto fondi e personale.
In quest'ottica - che è, dichiaratamente, la bandiera dell'attuale governo e del ministero della Pubblica Istruzione - allora propongo un ulteriore taglio: l'abolizione dell'INVALSI, carrozzone inutile e mangiasoldi...
Nei prossimi mesi sono previsti costosi convegni nazionali, regionali, provinciali dove i soliti ben pagati esperti ci verranno a spiegare le tabelle statistiche elaborate dall'INVALSI, come se noi non potessimo leggerle e capirle anche da soli... E, se ci daranno un ordine di servizio, noi insegnanti saremo anche costretti ad andare ad ascoltarli, sottraendo tempo prezioso alla nostra professionalità e alla preparazione del lavoro didattico quotidiano per gli alunni...

Tant'è. Così è, se vi pare.
E anche se non vi pare...                                   
 

 
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