Il personale della scuola sta quindi lavorando
in modo irregolare,
senza contratto,
grazie alle
inadempienze e agli abusi
di un governo che non rispetta gli elementari diritti delle persone.
E grazie anche alle dimenticanze e all'impotenza dei sindacati...
L'8 per 1000 delle tasse... mandiamolo a scuola!
Firma anche tu la petizione! Clicca sul banner...
Ammetto la mia ignoranza... (riflessione del 27 febbraio 2011)
Non
sapevo che esistesse un movimento politico che si chiama
"cristiano
riformisti". Non sapevo che Silvio Berlusconi fosse un cristiano devoto
(dopo averlo visto, solo pochi mesi fa, inchinarsi a baciare l'islamica mano
del dittatore Gheddafi, sporca di petrolio e di sangue). Non sapevo che fosse anche riformista (pensavo che fosse solo
un opportunista). Non sapevo che fosse uno che crede nella famiglia
tradizionale e che la difende a spada tratta (soprattutto dagli assalti delle
minorenni scapestrate e assatanate). Non sapevo che i cristiani quando si salutano si augurano
"buon bunga bunga" come lui ha fatto ieri al congresso dei
"cristiano riformisti". Non sapevo che Silvio Berlusconi conoscesse personalmente
tutti gli insegnanti d'Italia e che, quindi, li potesse giudicare in
blocco. Non sapevo che avesse competenze per parlare di scuola
(pensavo che si intendesse solo di calcio miliardario, di pubblicità
televisiva, di ville e di falsi in bilancio). Non sapevo che gli "insegnanti
inculcano valori diversi da quelli delle famiglie, che c'è bisogno
di educare liberamente i propri figli e quindi di
non essere
costretti a mandarli in una scuola di Stato". Non sapevo
che le scuole di Stato e gli insegnanti statali potessero essere
pubblicamente e impunemente disprezzati da chi rappresenta lo
Stato... Non sapevo tutto questo... Ammetto pubblicamente
la mia ignoranza!
Una sola cosa sapevo: che entro
24 ore avrebbe smentito se stesso e le parole pronunciate davanti
alle TV, come fa schizofrenicamente da oltre 20 anni. E così ha
fatto anche oggi.
Qualcuno
dice che quell'uomo sia solo un buffone. Ma io non ci posso credere, perché i buffoni fanno ridere...
Qualcuno dice che quell'uomo sia il presidente del consiglio. Ma io non ci posso credere, perché i presidenti del consiglio
(normali) non fanno i buffoni!
Comunque
domani entrerò nella mia scuola (statale e pubblica) più contento
del solito perché, guardando il calendario, so che è Carnevale e, a
Carnevale, ciascuno può fare il buffone!
Ma poi, come ogni buon cristiano sa, ogni Carnevale finisce e ci restano solo le
ceneri...
Senso di impotenza (riflessione del 18
novembre 2010)
Vi
propongo la lettura di 2 articoli che presentano alcune
problematiche legate a disturbi mentali e comportamentali che
possono affliggere i bambini in età scolare.
Problematiche che la scuola, in generale, e gli insegnanti, in
particolare, non possono affrontare adeguatamente, per mancanza di
strumenti operativi e di competenze specifiche, se non c'è la
collaborazione dei genitori e la presa di coscienza che taluni
gravi comportamenti non sono passeggeri ("è un bambino, crescerà!") o
determinati dal carattere ("è solo un po' vivace, per questo fatica
a rispettare le regole!"), ma sono la spia di un malessere
oggettivo che andrebbe affrontato attraverso l'intervento di
specialisti e di lunghi trattamenti psicoterapeutici.
Se io suggerisco ad un genitore una visita dall'oculista,
solitamente vengo ringraziato per aver segnalato una sospetta
difficoltà visiva, e il bambino, entro breve tempo, viene portato
dallo specialista per essere controllato.
Ma se io accenno a difficoltà mentali, comportamentali o
psicologiche che mi pare di aver notato in un alunno, facilmente
vengo accusato di essere incompetente e superficiale, di voler quasi
offendere il bambino e la sua famiglia; posso essere addirittura
ritenuto io la causa di tutto, per la mia incapacità di affrontare
il "carattere" di quell'alunno e di instaurare con lui un rapporto
di fiducia. Si incrina così anche il rapporto mio con quei genitori.
E il problema resta, non viene affrontato: perché spetta ai genitori
decidere di portare il loro figlio da uno psicologo. Il fatto è -
come viene spiegato bene in uno dei due articoli - che è proprio la
famiglia, in molti di questi casi, ad aver generato i problemi, ad
aggravarli e a non volerli vedere (per incapacità oggettiva:
culturale e affettiva).
Quindi
la scuola e gli insegnanti, in questi casi, hanno le mani legate.
E il problema resta, si trascina negli anni, degenera, a volte fino
ad effetti e conclusioni drammatiche per chi ne soffre e per chi ne
è vittima. Fatti quotidianamente presenti nei TG nazionali.
Il senso di impotenza nasce dal dover riconoscere che in troppi
casi, come insegnanti, non si riesce proprio ad essere ascoltati:
eppure lo si fa solo per il bene di quell'alunno che sta vivendo
male la sua infanzia, sta soffrendo e fa soffrire anche altri.
Mentre invece potrebbe essere felice ed avere tanti amici.
Buon Anno Scolastico (riflessione del 31 agosto 2010)
Una serie di decreti e di regolamenti (vedi
qui) ha recentemente cambiato la scuola: di solito viene
chiamata "riforma Gelmini", ma
riforma è una parola grossa e impegnativa che,
solitamente, indica un cambiamento migliorativo. In questo caso si
tratta, invece, soprattutto di tagli agli organici (personale) e di
tagli alle risorse ("euri", tanto per intenderci). Tant'è che
qualcuno l'ha chiamata "riforma Tremonti"...
Naturalmente i tagli li vediamo solo noi che nella scuola ci
lavoriamo, li vedono soprattutto i presidi e i segretari delle
scuole quando fanno i bilanci; più di tutti li vedono i precari che
protestano sui tetti, che fanno lo sciopero della fame e che non
lavoreranno mai più nella scuola. La ministra, da parte sua, nega i
tagli (anche di fronte all'evidenza) e diffida i presidi dall'andare
in giro a dire che la situazione è preoccupante e che i bilanci sono
in rosso (vedi
qui).
E allora, quali auguri
scambiarci all'inizio di questo anno scolastico 2010-2011?
Pochi ma significativi:
ci auguriamo che chi non è
competente di scuola o di governo, se ne torni a casa al più presto
e si metta a fare ciò che sa fare (qualcosa d'altro saprà pur
fare...);
ci auguriamo che gli insegnanti
sappiano resistere ancora un po' e che non perdano la voglia, lo
spirito e la creatività indispensabili per entrare in classe ogni
mattina a fare qualcosa di buono e di utile per i nostri bambini e i
nostri ragazzi;
ci auguriamo che i genitori
siano a fianco degli insegnanti per sostenere ciò che vale ancora
nella scuola, per migliorare il migliorabile;
ci auguriamo che i nostri alunni
vivano sereni e in modo proficuo i mesi di scuola e che,
soprattutto, non si accorgano troppo che la scuola potrebbe essere
migliore di come è stata ridotta in questi ultimi anni... altrimenti
potrebbero rattristarsi anche loro.
Infine speriamo (e crediamo) che
i soldi per la scuola si possano trovare facilmente, solo facendo
scelte diverse (vedi
qui).
A denti stretti, ma sinceramente:
buon anno scolastico a tutti!
Prove Invalsi
(riflessione del 16 agosto 2010)
615
pagine per spiegare gli aspetti organizzativi-operativi e per
presentare i risultati delle prove Invalsi 2009-2010 relativi alle
classi di un "campione" nazionale [vedi
qui il documento]: la prolissità
degli esperti ministeriali di statistica non è giustificabile
se non dalla loro deformazione professionale e, soprattutto, dal lauto compenso che si presume abbiano incassato: dovevano
dimostrare di aver lavorato molto...
Per dire che cosa?
... che le bambine sono più brave dei bambini in lingua italiana ma
un po' meno brave in matematica... (dato
sempre rilevato e, soprattutto, risaputo dagli insegnanti; del
resto, si sa, i cervelli femminile e maschile hanno diverse abilità
di base)
... che gli alunni di origine straniera presentano maggiori
difficoltà in lingua italiana... (ohibò, ci voleva
l'INVALSI per scoprirlo?)
... che in Italia ci sono regioni più ricche e più
sviluppate per certi aspetti scolastici e sociali e che, quindi, i
risultati conseguiti dagli alunni sono un po' migliori rispetto a
quelli degli alunni delle regioni più povere e meno sviluppate...
(praticamente la scoperta dell'acqua
calda...)
Sostanzialmente è tutto qui ciò che si rileva da
quelle pompose 615 pagine.
Non mi pare un grande risultato: né mi pare di poter vedere
possibili soluzioni nell'immediato per migliorare i risaputi aspetti
negativi che ogni insegnante rileva quotidianamente nella scuola e
nelle proprie classi.
Dare più mezzi alle scuole? Non se ne parla nemmeno, visto che
da qualche anno si tagliano soltanto fondi e personale. In quest'ottica - che è, dichiaratamente, la bandiera
dell'attuale governo e del ministero della Pubblica Istruzione -
allora propongo un ulteriore taglio: l'abolizione
dell'INVALSI, carrozzone inutile e mangiasoldi...
Nei prossimi mesi sono previsti costosi convegni nazionali,
regionali, provinciali dove i soliti ben pagati esperti ci verranno
a spiegare le tabelle statistiche elaborate dall'INVALSI, come se
noi non potessimo leggerle e capirle anche da soli... E, se ci
daranno un ordine di servizio, noi insegnanti saremo anche costretti
ad andare ad ascoltarli, sottraendo tempo prezioso alla nostra
professionalità e alla preparazione del lavoro didattico quotidiano
per gli alunni...
Tant'è. Così è, se vi pare.
E anche se non vi pare...