Il miraggio di primavera: perché il tuo conto piange proprio ora che tutto sembrava rifiorire. Colpa della scelta intrapresa dall’INPS in vista di marzo che è alle porte.
Cedolino di marzo, c’è un appuntamento invisibile nel calendario di milioni di italiani, una scadenza che non appare sulle app dei promemoria ma che si manifesta, puntuale e silenziosa, allo scoccare di marzo. Mentre la natura si risveglia e le giornate si allungano, molti cittadini stanno provando una sensazione di gelo guardando lo schermo del proprio smartphone.
Non è un errore informatico e non è una dimenticanza: è un meccanismo di precisione chirurgica che si è attivato nelle ultime ore, drenando risorse laddove si pensava ci fosse un tesoretto. L’illusione di un portafoglio più gonfio, alimentata dalle notizie dei mesi scorsi, si sta scontrando con una realtà numerica implacabile. Se anche tu, controllando il saldo, hai notato che mancano all’appello decine (o centinaia) di euro, sappi che non sei solo. Ma chi è il “colpevole” di questo ammanco collettivo?
Il mistero si scioglie entrando nei meandri della previdenza. Il protagonista di questo giallo economico è il cedolino INPS di marzo 2026. Nonostante le promesse di aumenti legate alla rivalutazione, per una vastissima platea di pensionati l’importo netto è più basso del previsto.
I soggetti più colpiti da questo ricalcolo sono facilmente identificabili in tre categorie:
Perché proprio ora? La spiegazione risiede in un incastro di scadenze burocratiche che rendono marzo il mese più nero per la liquidità dei pensionati. In primo luogo, c’è la questione del calendario fiscale: le trattenute locali (regioni e comuni) vengono solitamente sospese a fine anno per poi essere spalmate nel periodo marzo-novembre. Questo significa che i cedolini di gennaio e febbraio erano “gonfiati” artificialmente dall’assenza di queste voci, che ora tornano a reclamare il loro spazio.
In secondo luogo, pesano i conguagli da Modello 730. Se i calcoli dell’Agenzia delle Entrate evidenziano un debito, l’INPS agisce come un esattore automatico, prelevando la somma alla fonte. Infine, non va dimenticato che siamo nel pieno della stagione della Certificazione Unica (CU).
La produzione di questo documento funge da “momento della verità”: il cervellone dell’istituto ricalcola ogni centesimo e, se i conti non tornano, la correzione avviene senza preavviso direttamente sul pagamento in corso. Ed è bene sapere anche come comportarsi in materia di pensione anticipata, ci sono degli aggiornamenti.
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